La mastite rappresenta una delle principali sfide sanitarie negli allevamenti da latte, con un impatto rilevante sul benessere animale, sulla qualità del latte e sulla sostenibilità economica delle aziende. Nel trattamento dei casi clinici, la terapia antimicrobica rimane uno strumento fondamentale; tuttavia, negli ultimi anni, l’evoluzione delle tecnologie diagnostiche e l’attenzione crescente verso l’antimicrobico-resistenza hanno portato a un’evoluzione significativa dell’approccio terapeutico, sempre più basato sulla diagnosi e sull’uso responsabile degli antibiotici.
L’adozione della diagnosi rapida consente di analizzare il latte direttamente in azienda (‘on farm’). Indipendentemente dalla metodica utilizzata, l’obiettivo della diagnosi on farm rimane lo stesso: ottenere informazioni utili e immediate per decidere rapidamente se trattare o meno con antibiotici i casi clinici (trattamento ‘mirato’).

 

Ridurre l’uso di antibiotici è essenziale

Le attuali linee guida europee pongono un’enfasi sempre maggiore sulla necessità di un uso prudente e responsabile degli antibiotici, al fine di contrastare lo sviluppo di resistenze batteriche.
In questo contesto, diventa essenziale:

  • ottimizzare i protocolli terapeutici
  • ridurre l’uso di antibiotici, evitando trattamenti non necessari
  • basare le decisioni su evidenze diagnostiche

L’obiettivo è chiaro: garantire l’efficacia terapeutica, senza compromettere la salute degli animali, e preservare l’attività degli antimicrobici.
Non tutte le mastiti richiedono antibiotici: nei casi senza crescita batterica o a risoluzione spontanea (grazie alla risposta del sistema immunitario della bovina) il trattamento antibiotico non è necessario, mentre in presenza di patogeni resistenti risulta inefficace e non apporta alcun beneficio.

 

Il ruolo della diagnosi rapida ‘on farm’ nelle decisioni terapeutiche

Un elemento chiave per un trattamento efficace è la capacità di identificare rapidamente l’agente patogeno responsabile della mastite. Conoscere il patogeno coinvolto consente infatti di:

  • distinguere i casi che beneficiano di antibiotico da quelli che non lo richiedono
  • scegliere il trattamento più appropriato, evitando terapie inutili

 

On-Farm Culture: una svolta nella gestione della mastite

Le metodiche di On-Farm Culture (OFC) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti nella gestione delle mastiti cliniche. Si tratta di tecniche di analisi microbiologica del latte eseguite direttamente in azienda, che permettono di ottenere risultati in tempi relativamente rapidi e di supportare decisioni terapeutiche tempestive. Il processo si articola in alcune fasi fondamentali:

  1. Raccolta del campione in condizioni di asepsi
  2. Inoculazione su terreni di coltura selettivi e/o differenziali
  3. Incubazione a temperatura controllata (generalmente per 18-24 ore)
  4. Identificazione dei patogeni sulla base delle caratteristiche di crescita

Questo approccio consente una diagnosi diretta e più rapida rispetto al laboratorio esterno, favorisce la scelta dell’antibiotico per un trattamento mirato e consente di evitare l’uso di antibiotici nei casi non necessari; Inoltre, comporta benefici economici, grazie alla riduzione dei costi legati allo scarto del latte durante i trattamenti antibiotici.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati diversi supporti diagnostici utilizzabili on farm per supportare decisioni più ‘consapevoli’ e basate su dati; tuttavia, alcuni richiedono un adeguato livello di competenza per interpretare correttamente i risultati e, in ogni caso, questi strumenti non forniscono informazioni dirette sulla sensibilità agli antibiotici (antibiogramma).

È importante sottolineare che queste metodiche forniscono generalmente informazioni sui patogeni più comuni e che, pertanto, non sostituiscono il laboratorio diagnostico ufficiale, soprattutto per l’identificazione di microrganismi meno frequenti o che non crescono sui terreni di coltura utilizzati nella diagnosi on farm (come micoplasmi, alghe e lieviti).

 

Nel corso degli ultimi anni sono stati sviluppati diversi strumenti per la diagnosi rapida ‘on farm’, più o meno complessi. Alcuni forniscono indicazioni di base (come la distinzione tra Gram-positivi e Gram-negativi), mentre altri danno informazioni più dettagliate, come l’indicazione del genere o della specie batterica.

 

VANTAGGI DELLA COLTURA ON-FARM
✅ Relativamente semplice da eseguire
✅ Risultati in tempi rapidi (<24 h)
✅ Fornisce informazioni sui patogeni più comuni presenti nei campioni di latte
✅ Permette di monitorare meglio l’efficacia delle terapie e adattare i protocolli

 

LIMITI DELLA COLTURA ON-FARM
✅ Alcuni test forniscono solo informazioni di base (Gram+ / Gram-)
✅ I test su piastra richiedono maggiori competenze per l’interpretazione dei risultati
✅ Occorre operare con la massima asepsi onde evitare contaminazioni
✅ Periodo di validità dei terreni generalmente breve
Non fornisce l’antibiogramma

 

Oggi sono disponibili diversi sistemi diagnostici rapidi utilizzabili on-farm per la gestione delle mastiti bovine: dai sistemi basati su colture su terreni selettivi e differenziali, come ad esempio LinearCount3®, fino a sistemi colturali cromogenici, come Accumast® e MastDecide®, in grado di combinare la crescita batterica con una lettura basata su indicatori cromatici, facilitando l’interpretazione dei risultati sia in funzione dello sviluppo delle colonie sia del viraggio di colore.

 

I test colorimetrici per l’Identificazione dei batteri

 

Tutti i batteri possiedono enzimi e vie metaboliche caratteristiche. Quando un batterio viene messo a contatto con una determinata sostanza, può utilizzarla, trasformarla oppure non reagire affatto. Queste differenze metaboliche costituiscono una sorta di “impronta biochimica” che permette di riconoscere e distinguere i diversi batteri.
Nei test colorimetrici il terreno o il sistema contiene un substrato (ad esempio zuccheri, amminoacidi o urea) e un indicatore chimico. Quando il batterio metabolizza il substrato, può determinare variazioni di pH oppure produrre molecole specifiche. L’indicatore reagisce a queste variazioni cambiando colore. Un esempio tipico è la fermentazione degli zuccheri con produzione di acidi e viraggio del colore dal rosso al giallo. Gli indicatori consentono di tradurre le reazioni biochimiche in segnali visivi, rendendo i risultati facilmente interpretabili. Il cambiamento di colore è quindi il segnale finale dell’attività enzimatica batterica. Vediamo alcuni esempi nella tabella qui in basso:

 

Specie Batterica Reazione Colorazione
Escherichia coli
  • Attività β-galattosidasica
  • Blu o Giallo*
Escherichia coli
  • Produzione di indolo
  • Rosso
Klebsiella spp
  • Attività ureasica
  • Rosa/Fucsia
Klebsiella spp
  • Utilizzo del citrato
  • Blu
Streptococcus uberis
  • Idrolisi dell’esculina
  • Nero
Streptococcus dysgalactiae
  • Idrolisi dell’ippurato
  • Viola/blu
Streptococcus agalactiae
  • Idrolisi dell’ippurato
  • Viola/blu
Staphylococcus aureus
  • Fermentazione del mannitolo
  • Giallo
Stafilococchi coagulasi-negativi
  • Mancata fermentazione del mannitolo
  • Rosso/Rosa
(CNS)
  • Possibile attività ureasica
  • Rosa/Fucsia

 

 

L’evoluzione della diagnosi ‘on farm’: il ruolo dei sistemi automatizzati (Mastatest®)

Accanto agli strumenti di diagnosi on farm appena descritti, l’innovazione tecnologica ha reso disponibile un sistema avanzato e automatizzato come Mastatest®, che rappresenta un’evoluzione significativa rispetto ai precedenti.
Il sistema Mastatest® si basa si basa sul monitoraggio automatizzato della crescita batterica all’interno di cartucce, i cui pozzetti contengono terreni nutritivi e reagenti che permettono la rilevazione delle variazioni associate alla crescita microbica, attraverso un sistema di lettura ottica.
Se nel campione sono presenti dei batteri, questi si moltiplicano utilizzando i nutrienti disponibili; il sistema di lettura ottica rileva le variazioni di crescita nel tempo, mentre in assenza di crescita i parametri rimangono invariati. Sulla base dei pattern osservati, il sistema è in grado di identificare i principali gruppi di patogeni.

I pozzetti della cartuccia contengono nutrienti e reagenti, che permettono la rilevazione delle variazioni associate alla crescita microbica, attraverso un sistema di lettura ottica.

 

Oltre all’identificazione, Mastatest® consente di valutare consente di valutare automaticamente la sensibilità agli antibiotici, fornendo un antibiogramma utile a supportare le decisioni terapeutiche.

 

Mastatest®: un sistema completamente automatizzato

Mastatest® analizza, referta e archivia i dati, in modo standardizzato e continuo.
L’automatizzazione riguarda l’intero processo analitico, gestito dal sistema senza necessità di intervento manuale.

  • Il campione di latte viene posto nella cartuccia contenente 24 pozzetti indipendenti, con reagenti specifici per l’identificazione batterica e la valutazione della sensibilità antimicrobica.
    Una volta avviato il test, il sistema mantiene condizioni controllate di incubazione e monitora in modo continuo la crescita batterica tramite un sensore ottico, eliminando la variabilità legata all’operatore. Il software su cloud analizza i dati e riconosce i pattern caratteristici dei diversi patogeni, fornendo un’identificazione automatica del batterio (o gruppo di batteri). Questo conferisce allo strumento elevata riproducibilità, eliminando l’interpretazione soggettiva.
  • Per la determinazione della sensibilità agli antibiotici, Mastatest® utilizza un sistema basato sulla presenza di antibiotici a concentrazioni crescenti predefinite all’interno dei pozzetti della cartuccia. Dopo l’inoculo del campione, il sistema monitora la crescita batterica:
    • Se i batteri crescono, significa che l’antibiotico non è efficace a una specifica concentrazione.
    • In assenza di crescita batterica a una specifica concentrazione, l’antibiotico risulta efficace.
      Confrontando i diversi livelli di concentrazione, il sistema determina la MIC, ovvero la più bassa concentrazione in grado di inibire la crescita batterica, e genera automaticamente l’antibiogramma.
  • Il referto finale viene prodotto in formato digitale in meno di 24 ore e inviato direttamente al destinatario; tramite la piattaforma web è possibile consultare un report digitale, aggiornato automaticamente, ed i risultati progressivamente archiviati sul cloud.

 

L’automazione di Mastatest® consiste nella gestione integrata e standardizzata dell’intero processo analitico: dall’incubazione controllata dei campioni al monitoraggio ottico della crescita batterica, fino all’interpretazione dei risultati e alla generazione del referto, comprensivo di identificazione batterica e antibiogramma.

Il Trattamento selettivo: un nuovo modo di pensare e agire

 

Implicazioni gestionali

L’adozione della diagnostica on farm è una leva importante per favorire lo sviluppo del trattamento selettivo delle mastiti cliniche, un modello integrato basato su:

  • identificazione e corretta classificazione dei casi clinici (grado 1, 2 e 3);
  • diagnosi tempestiva e accurata, con identificazione del patogeno prima della scelta terapeutica;
  • applicazione di protocolli terapeutici differenziati in base al patogeno e alla gravità del caso;
  • uso mirato della terapia antibiotica, limitato ai casi che ne traggono reale beneficio;
  • impiego dei FANS come terapia antinfiammatoria di supporto.

Tutto questo richiede una collaborazione costante con il veterinario aziendale.
I risultati disponibili evidenziano che questo modello consente di ridurre significativamente l’uso di antibiotici, senza effetti negativi su produzione e qualità del latte, tassi di guarigione o incidenza delle recidive.

 

Implicazioni operative

È fondamentale ottimizzare le attività degli addetti con un’adeguata organizzazione operativa, che includa:

  • Procedure standardizzate per la gestione dei casi clinici di mastite, in particolare per la raccolta dei campioni, l’esecuzione delle analisi e l’applicazione delle terapie.
  • Un ambiente di lavoro il più possibile pulito e ordinato, per ridurre il rischio di contaminazioni e migliorare l’efficacia delle operazioni.
  • Un’organizzazione efficiente, con materiali e strumenti sempre disponibili e pronti all’uso.