La mastite bovina è ancora oggi una delle principali sfide per gli allevatori di tutto il mondo. L’infiammazione della ghiandola mammaria influisce non solo sulla redditività dell’azienda, a causa delle perdite economiche dovute all’aumento delle cellule somatiche, alla riduzione della produzione di latte e, nei casi più problematici, alla riforma degli animali, ma anche sul benessere degli animali.
Nel tempo, però, il modo di affrontare la mastite è cambiato; se in passato il trattamento si basava esclusivamente sugli antibiotici, oggi si adotta un approccio più completo. Accanto al controllo dell’infezione, infatti, è sempre più riconosciuta l’importanza di gestire l’infiammazione e il dolore. In questo contesto, i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) svolgono un ruolo fondamentale. Il loro utilizzo consente di migliorare il comfort dell’animale, favorire il recupero e contribuire a una gestione più efficace della patologia.
Perché è cruciale controllare l’Infiammazione nella mastite
La mastite è una risposta infiammatoria del tessuto mammario, quasi sempre innescata dall’ingresso di batteri patogeni attraverso il canale del capezzolo.
Quando i batteri invadono la mammella, il sistema immunitario della bovina risponde con un massiccio afflusso di cellule infiammatorie, principalmente neutrofili, nel quarto colpito. Questo processo, fondamentale per eliminare l’agente patogeno, è però anche responsabile dei principali sintomi clinici della mastite:
- Gonfiore del quarto (edema)
- Dolore e calore al tatto
- Alterazioni del latte (presenza di fiocchi, latte acquoso)
- Nei casi più gravi (mastite acuta o tossica), segni sistemici come febbre, anoressia e depressione.
L’infiammazione rappresenta quindi un’arma a doppio taglio: da un lato è essenziale per combattere l’infezione, dall’altro può causare danni al tessuto secretorio della ghiandola, compromettendone la funzionalità e riducendo, anche in modo significativo, la produzione di latte. Inoltre, il dolore associato ha un impatto negativo sul benessere generale della bovina.
Il Ruolo dei FANS
Per capire come agiscono i FANS, bisogna partire dal loro meccanismo d’azione. Questi farmaci inibiscono la ciclossigenasi (COX), un enzima coinvolto nella produzione di sostanze, chiamate “mediatori”, che regolano l’infiammazione, tra cui le prostaglandine.
Riducendo la produzione di prostaglandine, i FANS aiutano a limitare la vasodilatazione e l’edema tipici dei processi infiammatori.
Nel caso della mastite, questo si traduce in diversi effetti terapeutici importanti:
1. Azione Antinfiammatoria e Antiedemigena
È un aspetto fondamentale: l’edema può comprimere i dotti galattofori, peggiorando il danno ai tessuti e rallentando il drenaggio del latte e delle sostanze infiammatorie.
2. Effetto analgesico
Il dolore è uno dei sintomi più evidenti della mastite clinica, soprattutto nelle forme acute, e ridurlo significa:
- migliorare il benessere della bovina, che tornerà più facilmente a mangiare, bere e riposare;
- rendere meno stressanti la mungitura e i trattamenti.
3. Effetto Antipiretico
Nelle forme acute, la febbre può indicare un coinvolgimento sistemico (mastite tossica, spesso legata a E. coli). I FANS contribuiscono ad abbassare la temperatura corporea, con un rapido miglioramento delle condizioni generali.
4. Azione Anti-endotossica (per alcuni FANS)
Nelle mastiti causate da batteri Gram-negativi, come E. coli, i sintomi più gravi sono spesso legati alle endotossine (LPS) rilasciate dai batteri. Alcuni FANS, come il Flunixin meglumine e l’Acido Tolfenamico, possono attenuare gli effetti dannosi di queste tossine, contribuendo a migliorare la prognosi nei casi più gravi.
FANS più comuni e protocolli terapeutici
L’uso dei FANS è raccomandato come trattamento di supporto in combinazione con l’antibiotico (se necessario), specialmente per i casi di mastite clinica moderata o grave (Grado 2 e Grado 3).
I FANS utilizzati in buiatria per la mastite includono:
| Principio Attivo | Caratteristiche Principali |
| Acido Tolfenamico |
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| Ketoprofene |
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| Flunixin Meglumine |
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| Meloxicam |
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| Carprofene |
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| Mastite Clinica e impiego dei FANS | |
| Mastite Clinica Lieve (Grado 1) |
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| Mastite Clinica Moderata (Grado 2) |
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| Mastite Clinica Grave (Grado 3) |
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Razionale dell’Uso dei FANS e aspetti critici
Sebbene i FANS rappresentino alleati preziosi nel trattamento delle patologie infiammatorie della bovina da latte, il loro impiego richiede la considerazione di alcuni importanti aspetti:
1. Tempo di Attesa
È essenziale rispettare i tempi di sospensione previsti per latte e carne di ciascun prodotto commerciale. Il mancato rispetto può determinare la presenza di residui nel latte, con gravi conseguenze sulla sicurezza alimentare e possibili sanzioni per l’allevamento.
D’altro canto, è opportuno privilegiare la scelta di prodotti con tempi di sospensione brevi, al fine di ridurre le perdite economiche legate allo scarto del latte.
2. Farmacocinetica delle diverse molecole
La conoscenza delle caratteristiche farmacocinetiche consente di orientare la scelta terapeutica tra:
- prodotti a rapida insorgenza dell’effetto ma con emivita breve, che richiedono somministrazioni ripetute;
- prodotti caratterizzati da emivita lunga ma da un’insorgenza dell’effetto più lenta;
- prodotti con caratteristiche intermedie.
3. Trattamento concomitante con Antibiotici
Nelle mastiti moderate da Gram-positivi e nelle mastiti gravi, Il trattamento deve mirare sia alla guarigione batteriologica sia al recupero funzionale della mammella, attraverso un approccio sinergico: antibiotico (per eliminare il patogeno) + FANS (per controllare l’infiammazione).
Conclusioni: verso una gestione Integrata della mastite
La moderna gestione della mastite nella bovina da latte richiede un approccio più completo che tenga insieme salute, benessere e produzione. In questo scenario, i FANS sono passati dall’essere considerati un supporto “opzionale” a diventare una parte integrante dei protocolli di trattamento, soprattutto nei casi di mastite clinica moderata e grave.
Inserire un FANS adeguato nella terapia — scelto in base alle sue caratteristiche, come la rapidità d’azione, la durata dell’effetto e i tempi di sospensione — e sempre sotto la guida del medico veterinario aziendale, permette non solo di ridurre il dolore e l’infiammazione, ma anche di limitare il danno alla ghiandola mammaria. Il risultato è un recupero più rapido della bovina, un ritorno più veloce alla produzione e una migliore sostenibilità economica dell’allevamento. In altre parole, prendersi cura del benessere animale si traduce concretamente in migliori performance produttive.
Inoltre, l’integrazione dei FANS nei protocolli terapeutici rappresenta un passo importante verso un obiettivo oggi sempre più importante: ridurre l’impiego non necessario di antibiotici. Aiutando la bovina a recuperare più rapidamente e a ristabilire la funzionalità della mammella, i FANS supportano indirettamente un impiego degli antimicrobici più mirato e responsabile, in linea con l’approccio “One Health”, che mette in relazione la salute animale, umana e ambientale, e con le attuali direttive di sanità pubblica.

Per l’uso specifico di qualsiasi farmaco, consultare sempre il Medico Veterinario di fiducia.